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Mi dicevano che ero troppo sensibile, libro di Federica Bosco

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Dicembre 11, 2020

Federica Bosco con semplici parole descrive la sua personale storia, la convivenza con l’ipersensibilità.
Ripercorrendo i ricordi, comincia a raccontare la sua estrema sensibilità ai tempi dell’asilo e sempre presente negli anni futuri.
Fin da piccola, percepisce le cose diversamente dagli altri bambini, da qualche parte fra il cuore e la pancia, sente tutto in maniera molto più profonda e intensa: gli umori, gli sguardi, i non detti.
Le parole la colpivano particolarmente forte, i comportamenti degli altri la stupivano sempre, tutto quello che non era lineare, armonioso, logico, la disturbava e tutto si piantava dentro per rimanerci sempre.
Gli altri avvertendola così diversa e particolare, non stavano volentieri con lei.

I SINTOMI DELL’IPERSENSIBILITÀ

Malumori improvvisi, ansie, sbalzi d’umore, suscettibilità, iperattività mentale, depressioni, tristezze profonde che arrivano dal nulla, impulsività difficili da controllare, lo sforzarsi continuamente di tenere a bada tutta l’emotività e lo scontrarsi con una realtà spesso incomprensibile da farla sentire profondamente sola e diversa.
Anni che hanno irremediabilmente minato il suo modo di essere, regalandole un’ansia cronica e un’insicurezza devastante contro cui ha cercato di lottare ogni giorno della sua vita.
Anni che hanno determinato la sua difficoltà a fidarsi degli altri e credere che resteranno nella sua vita, aspettandosi sempre il peggio, avvolta da una cappa di tristezza e malinconia che è diventata la sua caratteristica principale.
Crescendo scopre il significato della parola ansia, quella sensazione strisciante che ti segnala che c’è qualcosa che non va, ma non sai di cosa si tratta. Non è dolore, non è stanchezza, non ha una causa concreta, ma è un misto di disagio e malessere che ti toglie il respiro.

L’IPERSENSIBILITÀ EMOTIVA NON E’ UN DIFETTO

La risposta a tutto il malessere è una sola: Federica è una persona altamente sensibile, possiede un’intelligenza emotiva molto sviluppata.
L’intelligenza emotiva è il suo superpotere e come tale oggi cerca di usarlo al meglio perchè possa far fiorire la propria vita e quella di coloro che le stanno intorno.
Nel libro “Mi dicevano che ero troppo sensibile“, la scrittrice ci conduce in un viaggio verso la comprensione e l’accettazione di questo tratto speciale.

Mi dicevano che ero troppo sensibile, breve recensione

“Mi dicevano che ero troppo sensibile” è un saggio-manuale sulla ipersensibilità emotiva.
La prima parte spiega e descrive tutte le sfaccettature dell’ipersensibilità attraverso l’esperienza vissuta da Federica Bosco e propone dei test da fare.
Nella seconda parte troverete consigli per persone sensibili e tutte le strategie per aiutarvi a vivere al meglio, gestirla e godere i frutti di un superpotere che, se ben guidato, dà veramente grandi soddisfazioni.

Dobbiamo tenere a mente, sempre, che non è colpa nostra se siamo nati così ipersensibili, se abbiamo un’emotività così reattiva e un cuore delicato come una bolla di sapone”.

Consigliato a chi apprezza i manuali di auto-aiuto, a chi pensa di essere ipersensibile.
Aiuta a non sentirsi sbagliati, a non essere soli, un percorso per scoprire come tramutare l’ipersensibilità in una risorsa preziosa.

Unico punto negativo, il testo specialmente nella seconda parte è ripetitivo ma nel complesso è una buona lettura che aiuta a comprendere maggiormente noi stessi.

Leggi le migliori frasi: vedi link

Informazioni:
– Editore: Vallardi A.
– Pagine: 234
– Giudizio personale: ****/*****

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