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Sabbie mobili, l’arte di sopravvivere, Henning Mankell

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Settembre 4, 2019

Henning Mankell nell’anno 2014, a cinque mesi dalla diagnosi di cancro, ripercorre il periodo della malattia.
Inizialmente, appresa la notizia, precipita in un caos emotivo.
Ha bisogno di elaborare che una malattia si è impossessata del suo corpo.
Impiega dieci giorni per rimettersi in piedi e non essere paralizzato dalla paura che minaccia di annullare completamente la sua capacità di opporre resistenza.
Anche se non ci sono garanzie, scaccia il pensiero della morte ed accetta le terapie disponibili.
In questo periodo la memoria lo riporta all’infanzia, forse perchè non osa pensare al futuro minato e insidioso, il passato lo aiuta a capire e dargli uno spunto per trovare un modo per affrontare la tragedia presente.

Invecchiare significa guardare indietro. Il ricordo di esseri umani, di episodi, può essere vissuto in modo diverso, come quando si riprende in mano un libro già letto molte volte. Si trova sempre qualcosa di nuovo.

Inizia raccontando le paure di quando era bambino:
l’idea di sprofondare nel ghiaccio del lago o del fiume;
le sabbie mobili, un’inquietudine ritornata oggi, paragonata agli abissi infernali dal quale però riesce a sfuggire.

“La paura più grande che hanno le persone è quella della morte.
La paura ci protegge ci mette in guardia e forse ci aiuta anche a sopportare l’insopportabile”

All’età di 9 anni, dopo un importante episodio, acquista la consapevolezza di quanto è seria la vita.
Abbandonato dalla madre, nel periodo adolescenziale dal paese svedese in cui vive col padre, si trasferisce a Parigi dove la guerra coloniale conclusasi da poco in Algeria ha lasciato il segno sui cittadini.
Impara a cavarsela da solo e ad assumersi le responsabilità e le conseguenze delle decisioni.
Apprende la percezione di cosa comporta trovarsi ai gradini più bassi della società, essere un lavoratore in nero con gli abiti lisi e lo stomaco spesso vuoto.

“La gente identifica la povertà, probabilmente perchè ha tanta paura di esserne colpita.”

Una domanda lo segna per il resto della vita: “Che genere di società voglio contribuire a plasmare?”
Scegliere e decidere significa prendere la vita sul serio

Nell’età adulta, infatti, si dedica al teatro, all’arte, al mondo dell’Africa nel ruolo di attivista e si preoccupa dell’ambiente e degrado del pianeta.

Sabbie mobili, l’arte di sopravvivere, breve commento

Il romanzo è una raccolta di ricordi e saggi sull’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta dello scrittore Henning Mankell.
Con parole quasi filosofiche affronta il futuro che dovrà percorrere dopo aver ricevuto la diagnosi di cancro.
Non nomina mai il dolore, la sofferenza e l’ingiustizia che affliggono le persone in tutto il mondo ma parla di paure come la morte e contemporaneamente si preoccupa dei rifiuti nucleari tossici, del degrado ambientale della nostra epoca, del mondo e dell’umanità in generale, come ad esempio le scorie nucleari, sempre pericolose anche tra 100.000 anni.
Non può sopportare l’idea di vedere un uomo creare un problema così grande e lungo termine che colpisce il pianeta.
Nonostante ciò sottolinea sempre la sua gioia di vivere.

“Di tanto in tanto penso alla malattia, alla morte, al fatto che quando si tratta di cancro non ci sono garanzie. più di ogni altra cosa, però, vivo nell’attesa di nuovi attimi di grazia, attimi che verranno che devono venire, in cui nessuno mi privi della gioia di creare io stesso o di vedere ciò che altri hanno creato.”

Sensazioni e ricordi vengono evocati dalle molte persone che hanno interagito con la sua vita, amici vivi lontani o morti da tempo, ma ancora parte del suo essere. Riflette sull’interconnessione dell’umanità. L’ultima riga del libro scrive:

“La nostra vera famiglia è infinita, anche se non sappiamo chi fossero alcuni di loro quando li abbiamo incontrati per un momento estremamente breve.”

Uno sguardo autobiografico sbalorditivo e toccante sulle miriadi di esperienze che modellano la significativa vita dello scrittore svedese Henning Mankell, noto principalmente per i suoi romanzi polizieschi.

Informazioni:
– Editore: Marsilio
– Pagine: 320
– Giudizio personale: ***/*****

 

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